Bene comune

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nome: PAD. 10 CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA
località: Palermo
indirizzo: Via Paolo Gili, 4, Palermo
proprietà: UFFICIO CITTÀ STORICA-COMUNE DI PALERMO
tipologia: Archeologia industriale

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Salvatore Lucia 2 / 2 / 15
http://s.ilbenetornacomune.it/usr_files/113.jpgLa rivalutazione dei beni pubblici e industriali, credo possa essere fatta attraverso una sinergia tra impresa privata sponsor e proprietà pubblica coniugando capitali privati e utilità pubblica, l'uso dei primi andrebbe a promuovere economicamente e come vetrina i prodotti da esporre come show-room aperto al pubblico. Penso all'investimento che una grossa industria privata degli infissi possa effettuare e realizzare per pubblicizzare anche il risparmio energetico attraverso la coibentazione e l'insonorizzazione. la mia esperienza lavorativa mi fa pensare e ritenere che l'innovazione sociale si possa concretizzare con progetti specifici che vedano applicata l'analisi costi benefici alle esigenze specifiche che le città hanno per il coinvolgimento dei cittadini alle politiche pubbliche. Es. PAESAver utilizzato in passato contributi EU per acquisire le strutture andava da tempo accompagnato con progettualità di recupero la cui assenza ha fatto perdere grandi occasioni di finanziamento a fondo perduto per la città. Ma tutto inizia sempre da un'ora in poi, attraverso vari step. Mi auguro che questo sia il primo passo.
Filippo Pistoia 7 / 1 / 15
Il padiglione 10 dei Cantieri Culturali alla Zisa, anche chiamato Spazio Baush, è un interessantissimo esempio di architettura industriale del primo Novecento. Il capannone presenta una struttura in muratura portante in conci di tufo. La copertura, ripristinata in tempi recenti, ha capriate in legno a falde e tegole marsigliesi e ha 6 lucernai. L’immobile all’esterno si presenta parzialmente intonacato. La tipologia del capannone è quella di un deposito con un unico ambiente principale e due grandi ingressi. Il pavimento è realizzato con cemento lisciato e stampato. Il deposito veniva utilizzato come magazzino per la mensa degli operai delle Officine Ducrot.Le Officine Ducrot erano già attive come fabbrica di mobili Golia ai tempi dell’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891/92 e successivamente dirette dall’ingegnere francese Vittorio Ducrot, che nel 1899 aveva iniziato una collaborazione col massimo esponente del Liberty cittadino, ed uno dei più rilevanti a livello europeo, Ernesto Basile. Ducrot divenne unico proprietario dell’impresa nel 1902; partito con 200 operai, nel 1930 aveva 2.500 dipendenti ed era quotato in Borsa. I mobili a firma di Ernesto Basile giunsero nelle case altoborghesi di Palermo, nel Grand Hotel Villa Igea (dove ancora è visibile uno strepitoso paravento), sulle navi da crociera dell’imprenditore Florio e persino a Montecitorio, i cui arredi sono firmati Basile-Ducrot.

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